I DANNI DA VACCINO : Svelato il rapporto che evidenzia l’occultamento delle morti post vaccinali
- Libera Informazione

- 10 mar 2021
- Tempo di lettura: 14 min
Aggiornamento: 12 apr 2021

Un recente studio USA, pubblicato dal Governo degli Stati Uniti
http://ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22174753, ha dimostrato che la vaccinazione conduce a una
visita in pronto soccorso di 1 ogni 168 bambini dopo il suo inoculo a un anno di età. 1 su 168.
Atteso che anche solo una reazione allergica minore, come una febbre più o meno leggera,
dovrebbe essere segnalata alla farmaco vigilanza passiva (Agenzie del Farmaco), da questi dati si
evince che la reale portata del fenomeno delle reazioni avverse è grandemente sottostimato, e che
le banche dati sulle reazioni avverse sono uno strumento poco utilizzato, per quanto
fondamentali per monitore la reale sicurezza dei vaccini.
Una delle domande fondamentali da rivolgere ai pediatri e ai medici USL è la seguente: possono
mostrare studi e dati che dimostrino sia la sicurezza che l’efficacia dei vaccini?
Atteso che non possono confutare simili dati, in quanto PUBBLICI, PUBBLICATI E
UFFICIALI, quali garanzie di incolumità possono garantire ai genitori che aderiscono alla
campagna di vaccinazione? Quali responsabilità si assumono i medici vaccinatori? Perché
nessuno mostra questi dati, questi studi, queste statistiche UFFICIALI per permettere ai genitori
di SCEGLIERE se correre l’altissimo rischio di vedere rovinato per sempre il proprio figlio
oppure no? Con quale coraggio si fa firmare ai genitori un “consenso informato” se una quantità
enorme di informazioni mediche, statistiche, governative, su efficacia, sicurezza, danni… NON
vengono messe a conoscenza dei genitori? Dove sta l’informazione, se per avere simili
informazioni, cari genitori, siete costretti a leggere queste pagine? E non dovrebbe essere così.
La verità è che nessun appartenente al sistema sanitario ha interesse a mostrare questi studi e
queste informazioni, perché altrimenti il giocattolo andrebbe in pezzi!
Ricordiamo brevemente, oltre alle analisi chock del laboratorio dei Professori Gatti e Montanari
(il loro laboratorio è uno degli unici due accreditati presso l’Unione Europea), il risultato delle
agghiaccianti indagini di CORVELVA su ben 7 vaccini pediatrici, dei quali 5 sono risultati
totalmente inadeguati sotto il profilo della sicurezza del contenuto, oltre che sul piano
dell’efficacia: rilasciato nel novembre del 2018, secondo il rapporto:
"I risultati sono allarmanti, su 7 tipi di vaccini, ben 5 non sono conformi alle linee guida per la
quantità di materiale biologico, DNA o RNA estraneo di origine umana o animale o per la
presenza di mutazioni genetiche degli antigeni !!!”. Essi sono:
Priorix Tetra, GlaxoSmithKline - NON CONFORME
Infanrix hexa, GlaxoSmithKline - NON CONFORME
Vaccino del morbillo vivo B.P., gruppo Poonawalla - NON CONFORME
PolioInfanrix, - NON CONFORME
GlaxoSmithKline - NON CONFORME
Vivotif, PaxVax - NON CONFORME
Senza dimenticare gli altri vaccini esaminati successivamente come Hexyon e Gardasil…
Questi risultati mettono in ombra la qualità dei controlli effettuati dagli organi preposti.
"Non possiamo ancora rilasciare la documentazione originale e comunicare i nomi dei laboratori,
certificati a livello internazionale, perché stiamo completando ulteriori indagini per capirne altri
aspetti decisivi per la sicurezza e l'efficacia. Vaccini come Infanrix hexa e PolioInfanrix hanno il
DNA virale del poliovirus in quantità inferiori ai limiti di rilevazione di entrambi gli standard
strumentali e la sensibilità del sequenziamento, e questo solleva le seguenti domande: l'antigene
è davvero presente nei vaccini? Quei vaccini immunizzano davvero?"- Ulteriori indagini hanno
rivelato nei vaccini ben 65 sostanze tossiche estranee, allergeni, tossine chimiche… tutto un ben
di Dio che è finito nelle vene di ignari bimbi e genitori. Genitori, che si sono fidati di pediatri,
medici e ministri che hanno sentenziato che i vaccini sono i farmaci più sicuri ed efficaci che
esistono… (sei medico, tu? No? Allora lascia parlare chi ne sa più di te…)
Fonte:
LE BANCHE DATI CONSULTABILI
Esistono tre banche dati fondamentali, accessibili on line, che i cittadini e i medici possono
consultare in qualsiasi momento riguardo i danni da vaccino. Esse sono la banca dati delle
sospette reazioni avverse ai farmaci (vaccini compresi) dell’EMA, cioé l’Agenzia Europea del
Farmaco; l’omologa statunitense, cioè il Vaccine Adverse Events Report System (VAERS) del
governo USA, e il National Vaccine Injury Compensation Program (cioè il database che
raccoglie tutti i risarcimenti pagati dal governo ai danneggiati da vaccino).
Ecco i rispettivi link:
I dati pubblicati sul sito dell ’EMA e del VAERS, per quanto rappresentino solo una piccolissima
percentuale del numero evidenziano una realtà agghiacciante, ben ufficialmente sia dal sistema
sanitario che dall’informazione mainstream: centinaia di migliaia di ricoveri e di reazioni
avverse, anche gravissime, migliaia di bambini morti post vaccinazione. La fascia di età più
colpita, per ovvie ragioni, è che va dai 2 mesi ai 2 anni. Solo per il vaccino antimorbillo sono
segnalate 800 morti e 700 casi di autismo. sono dati pubblici, basta consultarli. per il vaccino
esavalente, antipneumococco e papilloma virus, per esempio, tutti in allegato, vengono sgnalati
decine di migliaia di ricoveri e migliaia di bambini morti. Vediamo i dati nel dettaglio.
reale di reazioni avverse, diversa da quella proposta
Questo è il documento della Glaxo "confidenziale" di monitoraggio del loro vaccino
esavalente Infanrix Hexa, ritirato i molte nazioni. 1.271 pagine di bimbi morti e
danneggiati dal loro vaccino. Questo documento, trafugato da un dipendente della GSK, ha
permesso a una famiglia di Milano di ottenere un risarcimento per il loro bimbo diventato
autistico a seguito di vaccinazione con Infanrix Hexa: l’autismo era uno degli effetti avversi
censiti nello studio.
Lo potete scaricare a questo indirizzo.


LA BANCA DATI DELL’EMA
Una volta aperta la pagina web raggiungibile con il link che ho postato poco sopra, compare
l’ingresso al database delle reazioni avverse censite dell’Agenzia Europea del Farmaco, l’EMA.
E’ possibile fare la ricerca sia per nome commerciale del farmaco/vaccino, sia per principio
attivo.
Una volta opzionata la scelta, cliccando sulla lettera iniziale del nome del vaccino
piuttosto che del principio attivo, si accede all’elenco di tutti farmaci/vaccini/principi attivi che
iniziano con quella lettera. Non esiste una guida e di solito, senza un aiuto, è difficile
destreggiarsi, perché alcuni vaccini non sono censiti per nome commerciale ma per nome del
patogeno. Altri, invece, sono censiti sia in un modo, che nell’altro, e bisogna sommare i dati. Per
esempio, il vaccino antipapilloma è censito sia come HPV (human papilloma virus) nella sezione
dei principi attivi, che con i nomi commerciali di Gardasil e Cervarix. Il vaccino trivalente e
quadrivalente, il Priorix e Priorix Tetra, è censito come MMR e MMRV (measles, mumps,
rubella e varicella) tra i principi attivi e non nel gruppo dei nomi commerciali. E via discorrendo.
Una volta identificato il vaccino che ci interessa, per esempio quello del morbillo (measles, in
inglese), occorrerà consultare tutte le varianti: vaccino singolo e coniugato in forma trivalente e
quadrivalente, quindi tre sotto banche dati. Ecco qui di seguito, un rapido riepilogo dei dati ivi
contenuti, diviso per i principali vaccini. Non è un elenco esaustivo, ma comunque
rappresentativo di quel crimine contro l’umanità in onore del profitto, chiamato vaccinazione di
massa. Per quanto possiate essere increduli, sono i dati veri, consultabili da chiunque, e
andrebbero pure moltiplicati di minimo 10 volte, per avvicinarsi anche solo lontanamente ai dati
reali. Il consiglio è di salvarli ogni volta che si effettua una consultazione, perché spesso non
sono accessibili per giorni, oppure “spariscono”. Quando presenti, di volta in volta, i dati sono
diversi, solitamente in aumento. Cominciamo.
Vaccino morbillo, in qualsiasi forma: decessi totali: 800
Vaccino morbillo singolo – reazioni avverse totali 490
Vaccino morbillo, parotite, rosolia Reazioni avverse totali: 31.301
Vaccino morbillo, parotite, rosolia, varicella Reazioni avverse totali: 9.560
Vaccini antipneumococcici Prevenar 9.802
Prevenar 13 21.847
PCV 55.715
Vaccini menigococcicI Bexsero 12.228
Menveo 1.926
Vaccini penta, epta, esavalenti Infarix Hexa 24.369
Infanrix Penta 86
Infanrix Epta 158
Hexyon 2.622
Hexavac 1.618
Vaxelis 647
Tribaccine
Hbvaxpro 997
Trumemba 676
Nimenrix 2.969
Synflorix 6.121
Polio ipv 5414
Polio opv 2164 Polio opv 1 36
Polio opv 2 25
Polio opv 3 3
Vaccino rotavirus
Rotarix 9.680
rotateq 6.355
Vaccino papilloma HPV Vaccino papilloma Gardasil e Hpv e cervarix Gardasil 9 3.805
Gardasil 17.832 reazioni avverse gravi Hpv 803
Hpv 16, 18 7.916
Hpv 6 11 16 18 19.400
Hpv 6 11 16 18 31 33 45 52 58 4.003 Cervarix 7.414
Individui colpiti da reazioni gravi totali 61.173
American Journal of Public Health Associazione americana di sanità pubblica Chi trae profitto
dall'accettazione acritica di stime distorte di efficacia e sicurezza dei vaccini?
Lucija Tomljenovic, PhD e Christopher A. Shaw, PhD
“Chi trae profitto dall'accettazione acritica di stime distorte di efficacia e sicurezza dei vaccini?”
Leggiamo con grande interesse l'analisi di Mello su come la Merck & Co., Inc. (Merck) ha
influenzato le politiche di vaccinazione statale contro il papillomavirus umano (HPV). La
dipendenza esclusiva da Merck per informazioni scientifiche da parte dei legislatori è sfortunata,
soprattutto alla luce della ricerca indipendente che ha ripetutamente messo in guardia sul fatto
che le case farmaceutiche potrebbero manipolare i progetti di studi clinici e le successive analisi
e relazioni dei dati per rendere i loro farmaci più belli e sicuri. In effetti, un attento esame degli
studi clinici di Gardasil mostra che il loro design, così come la comunicazione e l'interpretazione
dei dati, erano in gran parte inadeguati.
Detto questo, il diffuso ottimismo pubblico riguardo ai benefici clinici di Gardasil sembra basarsi
su una base estremamente debole costruita su una serie di ipotesi non testate e una significativa
interpretazione errata delle prove fattuali.
Ad esempio, l'affermazione secondo cui la
vaccinazione con Gardasil comporterà una riduzione di circa il 70% dei tumori cervicali
viene fatta nonostante il fatto che i dati della sperimentazione clinica non hanno dimostrato
fino ad oggi che il vaccino abbia effettivamente prevenuto un singolo caso di cancro
cervicale (figuriamoci attualmente giustificate.
morte per cancro cervicale), né che le estrapolazioni troppo ottimistiche basate su marker
surrogati siano Una seconda affermazione altrettanto fallace è che la
protezione per tutta la vita deriva da tre dosi di vaccino, sebbene i dati di follow-up della
sperimentazione clinica non si estendano oltre cinque anni. La terza affermazione è che
Gardasil può indurre solo lievi effetti collaterali di trascurabile importanza clinica, sebbene
tali conclusioni siano supportate solo da studi di sicurezza altamente imperfetti. Inoltre,
notiamo prove di segnalazione distorta e selettiva dei risultati di studi clinici, vaccino
sottogruppi di studio in CUI efficacia potrebbe essere inferiore o addirittura negativa.
Tutte le questioni sopra evidenziate, suggeriscono che le informazioni presentate da Merck
al pubblico e ai vari legislatori statali riguardanti la sicurezza di Gardasil e il vero valore
profilattico erano incomplete e imprecise e quindi inevitabilmente fuorvianti, in particolare
alla luce dei dati provenienti da vari sistemi di sorveglianza della sicurezza dei vaccini e
case report che continuano a suscitare notevoli preoccupazioni in merito alla sicurezza di
Gardasil (tabella 1).
Tenendo presente che "l'interesse primario di un'azienda farmaceutica è lo
sviluppo e la vendita di prodotti farmaceutici", occorre chiedersi se le decisioni sulla politica del
vaccino razionale debbano basarsi su conclusioni derivate da un'accettazione acritica della
sicurezza del vaccino difettosa e delle stime di efficacia fornite dal produttore del vaccino. La
mancata osservanza dei principi della medicina basata sull'evidenza rispetto alla politica di
promozione e vaccinazione di Gardasil solleva inevitabilmente la questione se abbiamo imparato
qualcosa dalla debacle del farmaco Vioxx.” L'articolo presenta quindi una tabella che mostra la
percentuale di reazioni avverse a Gardasil rispetto a tutte le altre reazioni ai vaccini segnalate al
Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS). Gardasil è responsabile del 46,1% di tutte
le reazioni avverse segnalate, per l'81,2% di coloro che sono permanentemente disabili e il
63,8% di quelli che sono morti in conseguenza di una reazione a un vaccino.
Fonte:
vale a dire l'esclusione di particolari dati sull'efficacia del da pubblicazioni peer-reviewed,
come quelle relative a
La logica alla base degli attuali programmi di vaccinazione contro il papilloma umano in tutto il
mondo (HPV) parte da due premesse di base, 1) che i vaccini HPV prevengono i tumori cervicali
e salvano vite umane, 2) non corrono rischi di gravi effetti collaterali. Pertanto, dovrebbero
essere compiuti sforzi per vaccinare quante più ragazze pre-adolescenti al fine di ridurre il carico
del cancro cervicale. Un'attenta analisi dei dati pre e post-licenza del vaccino HPV mostra
tuttavia che entrambe queste premesse sono in contrasto con prove fattuali e sono in gran parte
derivate da una significativa interpretazione errata dei dati disponibili.
Fonte:
"Il dieci percento delle donne che hanno ricevuto il vaccino contro l'HPV ha effettuato una visita
al pronto soccorso o è stato ricoverato in ospedale nei seguenti 42 giorni."
Fonte:
“ Non è noto se il POI idiopatico che si sviluppa progressivamente nei giovani adolescenti dopo
HPV4 sia correlato a questa vaccinazione. I case report non stabiliscono e non possono stabilire
il nesso causale. È noto che la ricerca sulla sicurezza prima e dopo la licenza del vaccino HPV ha
una capacità inadeguata di determinare la sicurezza ovarica. Un numero limitato di giovani
rappresentati nella ricerca, l'uso ormonale negli studi sulle donne più anziane, i limiti delle carte
dei report sui vaccini, l'omissione di un vero placebo, gli studi sulla tossicità dei roditori
incoerenti, i limiti della registrazione degli SAE, le decisioni soggettive degli investigatori sulla
probabilità e l'incapacità di registrare nuove condizioni dopo il mese 7 come correlato al vaccino,
hanno indebolito la ricerca sulla sicurezza. La diagnosi di insufficienza e insufficienza ovarica
prematura è ritardata nella popolazione generale e l'amenorrea adolescenziale notificata è allo
stesso modo sottovalutata nella documentazione VAERS. Questo problema di assistenza
primaria riduce l'efficacia della sorveglianza post-marketing. sarebbero amenorrea ulteriormente
compromesse dal
popolazione generale. L'analisi della segnalazione degli eventi avversi è ostacolata dalla
mancanza di dati sull'incidenza nell'adolescente, specifici per età. I dati di follow-up a lungo
termine dopo la vaccinazione contro l'HPV non hanno esaminato la funzione ovarica, registrato,
misurato o analizzato sintomi o segni di disfunzione. La disparità delle segnalazioni di eventi
avversi da parte degli enti preposti al rilascio delle licenze agli operatori sanitari secondo cui
"non esiste un modo biologicamente plausibile in cui il vaccino contro l'HPV possa causare
infertilità" manca di scienza e compromette il monitoraggio della sicurezza minando la
segnalazione di sicurezza e il consenso informato. La rassicurazione pubblica che "gli studi non
hanno riscontrato che l'insufficienza ovarica non è associata alla vaccinazione contro l'HPV" in
assenza di una ricerca approfondita, può essere dannosa per la fiducia del vaccino. Edward
Jenner, considerato il padre dei vaccini, era noto per dire "non speculare, facciamo
l'esperimento". Sono necessari ulteriori studi per fare affermazioni sulle complicanze delle ovaie.
I principi del consenso informato, della salute della popolazione e della fiducia nei vaccini,
richiedono una ricerca attenta, rigorosa e indipendente per stabilire la sicurezza ovarica dopo la
vaccinazione contro l'HPV.”
Fonte:
Le notifiche POF / POI trattamento con OCP di non indagata e livelli di contraccezione ormonale
nella
"Vaccino contro il papilloma virus umano e insufficienza ovarica primaria: un altro aspetto della
sindrome autoimmune / infiammatoria indotta da adiuvanti." "Conclusioni: Abbiamo
documentato qui le prove del potenziale del vaccino HPV di innescare una condizione
autoimmune invalidante. Il numero crescente di rapporti simili sull'autoimmunità postvaccinazione
legata al vaccino anti-HPV e l'incertezza dei benefici clinici a lungo termine della
vaccinazione contro l'HPV, sono una questione di salute pubblica che merita ulteriori
approfondite indagini."
“Sorveglianza post-licenza della sicurezza per il vaccino ricombinante papillomavirus umano
quadrivalente.
Conclusione: La maggior parte dei tassi di AEFI non erano superiori ai tassi di background
rispetto ad altri vaccini, ma vi erano segnalazioni sproporzionate di sincope ed eventi
tromboembolici venosi. Il significato di questi risultati deve essere mitigato dai limiti (possibili
sottostima) di un sistema di segnalazione passiva.”
Fonte:
Svelato il rapporto che evidenzia l’occultamento delle morti infantili post vaccinali.

Due medici a Nuova Delhi hanno esposto un tentativo da parte di un produttore multinazionale
di farmaci di nascondere morti improvvise nei neonati dopo la somministrazione del vaccino.
Jacob Puliyel, un pediatra presso l'ospedale di Santo Stefano e C. Sathyamala, un epidemiologo,
hanno riportato la loro scoperta nella rivista peer reviewed Indian Journal of Medical Ethics.
Il vaccino in questione, "Infanrix hexa", che combina vaccini contro difterite, tetano, pertosse,
epatite B, polio e influenza di tipo B, è prodotto da GlaxoSmithKline (GSK) ed è stato introdotto
in Europa nell'ottobre 2000. Puliyel e Sathyamala hanno scoperto l’occultamento analizzando i
dati nei rapporti periodici di aggiornamento sulla sicurezza (PSUR) relativi al vaccino che il suo
produttore GSK deve fornire regolarmente all'Agenzia europea per i medicinali (EMA).
Questi rapporti di sicurezza riservati su questo vaccino sono stati ricevuti da Puliyel dalla dr.ssa
italiana LB che li ha ottenuti dall'EMA sotto la legge sulla libertà di informazione - la versione
italiana del diritto all'informazione in India. Secondo l'analisi, i medici hanno scoperto che
l'ultima relazione sulla sicurezza del vaccino "Infanrix hexa" presentata da GSK (2015) ha
cancellato i decessi riportati in precedenza dal produttore nel suo 16° rapporto (2012). Essi,
tuttavia, notano che non è chiaro nella relazione come questi decessi siano stati cancellati.
Gli autori Puliyel e Sathyamala notano che dieci anni dopo la pubblicazione di un articolo del
Centro di Controllo delle Malattie (CDC) che esaminava il rapporto tra MMR e autismo, uno
degli autori William Thompson ha ammesso che lui ei suoi co-autori avevano omesso
informazioni statisticamente significative – cioè che i maschi afroamericani a cui era stato
somministrato il vaccino MMR prima dell'età di 36 mesi, erano ad aumento di rischio di autismo.
Dopo che Thompson e i suoi colleghi hanno trovato prove di questo aumento del rischio, hanno
eliminato i dati dei bambini senza certificati di nascita georgiana (e quindi hanno squalificato un
numero sproporzionato di bambini neri) e hanno presentato i loro dati dicendo che non vi era un
aumento del rischio di autismo.
Non è chiaro se gli autori del PSUR 19 abbiano eseguito una simile squalifica retroattiva dei bambini documentati per essere deceduti nel PSUR 16.
"Se queste morti non fossero state cancellate, le morti dopo la vaccinazione sarebbero state
significativamente superiori a quanto previsto per caso. Il produttore avrebbe dovuto ammettere
all'EMA che il loro vaccino era la causa di tali morti in eccesso", commentano gli autori.
Puliyel e Sathyamala sostengono che il produttore "deve spiegare le cifre apparentemente
difettose che ha presentato alle autorità regolatorie.
Fino ad ora il produttore ha affermato che le morti riportate dopo il vaccino sono "coincidenti" e
che avrebbero avuto luogo in questi bambini anche se non avessero ricevuto vaccinazioni.
Tuttavia, nel loro commento nella rivista, Puliyel e Sathyamala sottolineano che la loro analisi ha
dimostrato che l'83% delle morti riportate è avvenuto subito dopo la vaccinazione nei primi 10
giorni e solo il 17% è accaduto nei successivi dieci giorni.
" Se si trattasse di morti coincidenti, allora non si sarebbero tutte raggruppate
immediatamente dopo la vaccinazione, ma sarebbero state distribuite uniformemente nel
periodo di 20 giorni".
Puliyel e Sathyamala scrivono che qualsiasi argomento che sostiene che le morti improvvise
dopo la vaccinazione sono compensate dalle vite salvate dal vaccino non è accettabile, allo stesso
modo in cui sarebbe considerato illecito uccidere una persona per usare i suoi organi per il
salvataggio di altre cinque persone.
"Celare le morti dopo la vaccinazione può impedire o ritardare la valutazione del profilo di
sicurezza del vaccino e questo può portare a morti inutili e difficilmente giustificabili
eticamente", dicono.
Essi sottolineano che Hexavac - un vaccino simile fabbricato da Sanofi Pasteur e introdotto sul
mercato anch’esso nel 2000 è stato ritirato dal mercato europeo nel 2005. Era stato trovato che
aumentava la morte dei bambini entro due giorni dalla vaccinazione.
Nel contesto indiano, gli autori sottolineano che il Drug Controller General of India (DCGI)
dovrebbe riconsiderare l'attuale politica di approvazione automatica di tutti i farmaci autorizzati
negli Stati Uniti e in Europa. "Questo affidamento basato sulla dovuta diligenza da parte
dell'EMA può essere errato e deve essere riesaminato".
"Pentavac", prodotto da Serum Institute of India e commercializzato in India, è simile a quello,
ora sospeso, Hexavac e all'Infanrix Hexa qui riportato, tranne che il vaccino contro la pertosse a
cellule intere è sostituito da un vaccino acellulare e ha un sesto componente, il vaccino della
poliomielite iniettabile ".
Alla luce del loro riscontro, Puliyel e Sathyamala suggeriscono che "è fondamentale che la DCGI
sia a conoscenza dei rapporti PSUR forniti all'EMA e alle preoccupazioni sollevate attraverso
questo commento".”
Fonte:
I DANNI DA VACCINO IN ITALIA

Ecco la risposta ufficiale del Senato, all ’interrogazione n. 4-03638/94 nei confronti dell’allora
ministro Lorenzin, riguardo a quante erano, nel 2015, le cause per indennizzo per complicanze
di tipo irreversibile da vaccino in Italia:
“ Il Ministero della salute gestisce in via amministrativa circa 9.000 indennizzi, mentre le
Regioni gestiscono complessivamente circa 16.000 indennizzi.”
Ma i vaccini non erano sicuri?
Quando medici senza scrupoli pontificano in programmi televisivi che in Italia non esistono
danneggiati dai vaccini, ebbene SPUDORATAMENTE!! Nel 2015, e prima ancora Legge 119, i
danneggiati irreversibilmente erano già 25.000! E parliamo solo costoro MENTONO
dell ’introduzione della di coloro che sono riusciti ad avere riconosciuto un nesso causale tanto
da avere una sentenza favorevole dal Tribunale. Quanti, invece, non sono stati così“fortunati”?
25.000 sono solo la punta dell’iceberg.
Andiamo ora a leggere i dati EMA sui danni da vaccino con riferimento all’Italia:
Il grande Aldo Vaccaro (www.aldovaccaro.com) ha posto una serie di domande da porre al
medico ASL. Le riporto qui, perché trovo che possano essere di grande ausilio per capire se
chi vuole vaccinare i nostri figli sappia cosa sta facendo davvero.
“ Gherardi è un neurologo e neuropatologo francese, professore di istologia e leader da più di 20
anni dell’unità di ricerca INSERM all’università di Parigi Est-Creteil in Francia. Ha pubblicato
oltre 300 studi scientifici, reperibili su PUBMED. Ha scoperto ancora nel 1998 la MMF o
“miofascite macrofagica”, condizione medica precedentemente sconosciuta, caratterizzata da
estrema sensazione di esaurimento fisico, stanchezza cronica per oltre 6 mesi, persistenti disturbi
del sonno, così come dolori protratti a carico di muscoli ed articolazioni. Nel 2001 ne sono state
scoperte le cause: la miofascite macrofagica è causata dall’idrossido di alluminio contenuto in
diversi vaccini. Di fatto, biopsie del muscolo deltoide negli adulti e quadricipite nei bambini
hanno rivelato che l’alluminio non viene eliminato dall’organismo come si assumeva. Al
contrario, l’alluminio può permanere nel sito di inoculazione del vaccino addirittura per anni,
scatenando la reazione immunitaria persistente di miofascite macrofagica. In alcuni rari casi se
ne è fatta diagnosi addirittura 10 anni dopo l’inoculazione di un vaccino contenente alluminio!
Studi successivi hanno dimostrato che i sintomi di MMF comprendono persino disturbi cronici
della memoria, dell’attenzione, della capacità di elaborazione di informazione e dell’umore.
L’organizzazione mondiale della sanità ha da poco dichiarato che la misura in cui si verificano
questi fenomeni apparentemente rari è ancora sconosciuta e che la questione richiede ulteriore
investigazione. Ricerche ancora più recenti di Gherardi e colleghi mostrano come l’alluminio da
vaccino possa, attraverso i linfonodi, raggiungere organi distanti come milza e fegato e, infine, il
cervello, accumulandovisi.
LE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE SUL MMF NON MANCANO
MI DICA QUALCOSA SULLA SINDROME “ASIA” E SUL DR YEHUDA SCHOENFELD
Seconda domanda. Yehuda Schoenfeld è un medico israeliano, autorità di fama internazionale
nel campo delle malattie autoimmuni. È docente all’Università di Tel Aviv e editore di due
riviste scientifiche. Nel 2011 ha descritto la sindrome cosiddetta“ASIA” ovvero la “Sindrome
Infiammatoria Autoimmune indotta da adiuvanti”. Si tratta di un disordine autoimmune che
viene “slatentizzato”, in individui geneticamente predisposti, da adiuvanti quali l’alluminio nei
vaccini.
LE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE SULLA SINDROME INFIAMMATORIA
ASIA NON MANCANO
MI DICA QUALCOSA SUGLI SCIENZIATI CANADESI CHRISTOPHER SHAW E LUCIJA
TOMLJENOVIC
Terza domanda. Questi due scienziati sono molto controversi e altamente criticati dal mainstream
medico così come dall’OMS. Alcune loro ricerche sono state considerate errate. Continuano
comunque a pubblicare su diverse riviste scientifiche. Christopher Shaw è un neuroscienziato
canadese e professore di oftalmologia all’università della British Columbia. Lucija Tomljenovic
è ricercatrice post-dottorato nella stessa università. Insieme hanno pubblicato diverse ricerche
scientifiche in cui suggeriscono ripetutamente una correlazione tra alluminio nei vaccini e diversi
disturbi del sistema nervoso centrale incluso l’autismo. Come prevedibile, stanno scatenando
accesi dibattiti all’interno della comunità scientifica.
LE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE SULLA CORRELAZIONE TRA ALLUMINIO E
DISTURBI NERVOSI E AUTISTICI NON MANCANO




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