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L'infanticidio nella Storia fra Sacrifici Umani e Selezione Naturale

  • Immagine del redattore: DARKNET
    DARKNET
  • 19 giu 2020
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 23 nov 2022

L’infanticidio è probabilmente il crimine che suscita l’orrore maggiore, il più crudele e vigliacco perché perpetrato su un essere umano privo di difesa. Eppure, in un tempo non poi così lontanissimo, l’infanticidio non era considerato un reato, anzi. Era una pratica ritenuta normale, per svariate ragioni: poteva essere lo strumento per attuare una sorta di selezione naturale, quando venivano uccisi bambini nati con qualche malformazione; poteva essere il modo per impedire che una profezia si avverasse; oppure ancora un sistema per non disperdere il patrimonio della famiglia, o per non dovere spendere troppi soldi per la dote delle figlie femmine. Bambini offerti in sacrificio a Moloch


Oppure, i bambini potevano essere sacrificati agli dei: Agghiacciante la pratica, diffusa in tutto il Vicino Oriente, di offrire i propri figli in olocausto a una divinità chiamata Moloch, e poi Baal dai Fenici Secondo quanto narrato dai Romani, i Cartaginesi sacrificavano regolarmente i bambini, bruciandoli vivi, dopo averli posti nelle fredde braccia metalliche del dio. Un assordante rullo di tamburi avrebbe coperto le urla strazianti dei piccoli. Non tutti gli archeologi credono a questo racconto, considerandolo una forma di denigrazione nei confronti dei loro storici nemici. L’opinione è controversa, anche per il ritrovamento, nei santuari chiamati tofet, di moltissime ossa infantili bruciate. Ma la storia dell’infanticidio affonda le sue radici in tempi ancora più lontani, quando i racconti mitologici, che consideriamo solitamente una pura invenzione, erano forse lo specchio della realtà. Crono divora uno dei suoi figli


Inizia il dio Crono, padre di tutti gli dei dell’antica Grecia, che divora uno dopo l’altro i suoi figli per non fare avverare una profezia, secondo la quale sarebbe stato detronizzato proprio da uno di loro. Ma il destino non si può contrastare: Rea, la madre di tutti i bambini divorati, decide di partorire di nascosto l’ultimo dei suoi figli, e consegna a Crono una pietra al posto del piccolo Zeus, che poi spodesterà il padre e lo costringerà a “vomitare” tutti gli altri figli. Rea consegna a Crono una pietra al posto del neonato Zeus


Poi c’è Edipo: il padre lo fa portare da un servo su un monte, per eludere la profezia che gli aveva annunciato la morte per mano del suo stesso figlio. Il piccolo però viene salvato da un pastore e, divenuto uomo, finisce per uccidere Laio, senza sapere che quello sconosciuto era suo padre (poi, inconsapevole, sposa la madre Giocasta… ma questa è un’altra storia). Il pastore Forbante salva Edipo


Immagine di pubblico dominio Anche l’eroe Perseo, insieme alla madre Danae, sfugge alla morte voluta dal nonno Acrisio. Un oracolo aveva predetto la sua morte per mano del nipote, che puntualmente arriverà, anche se non voluta da Perseo, ma dovuta a una circostanza casuale. Come dire che nessuno può sottrarsi alla volontà degli dei. Perseo e Danae gettati in mare


E per restare nella leggenda, si può correre avanti fino a Romolo e Remo, i fratelli abbandonati nel fiume Tevere e salvati da un pastore, che poi fonderanno la città eterna, Roma. Tutto questo è mitologia e non storia, e dunque i bambini divorati o esposti alla morte riuscivano spesso a salvarsi. Non altrettanta fortuna avevano i figli, quelli in carne e ossa, che gli antichi greci e romani potevano uccidere o abbandonare senza per questo commettere un reato. Le leggi lo consentivano, e pare che nessuno le trovasse sbagliate. Ogni bimbo nato nella città di Sparta veniva esaminato dagli anziani, che decidevano (in questo caso al posto della famiglia) se valeva la pena allevarlo. “Se invece era malato e deforme” scrive Plutarco nelle Vite Parallele, “lo inviavano ai cosiddetti ‘depositi’, una voragine alle pendici del Taigeto”. E’ un falso storico il mito dei bambini spartani che piangevano e venivano gettati dalla montagna Sparta antica e la catena del Taigeto


Ma nemmeno nella civilissima Atene la pensavano diversamente: i grandi filosofi Platone e Aristotele approvavano sia l’infanticidio sia l’abbandono. E se per i Greci erano pratiche normali, i Romani certo non pensarono di cambiare le cose: il padre, il paterfamilias, aveva potere di vita e di morte, non solo sui figli ma anche sulla moglie. Romolo tuttavia mise dei limiti: ogni padre poteva vendere come schiavi non più di tre figli, e non poteva ucciderli prima che avessero compiuto i tre anni. Il filosofo Seneca invece, riteneva ammissibile l’infanticidio solo in caso di malattia del bambino, considerandolo un atto caritatevole nei confronti della “progenie snaturata”. I bambini esposti venivano abbandonati in luoghi dove, se non straziati prima dagli animali, potevano essere raccolti da qualcuno (come sotto la Colonna Lattaria, al Foro Olitorio, il mercato dei legumi). Ma quasi mai per motivi caritatevoli: i piccoli finivano spesso nelle mani di gente che li allevava per venderli come schiavi, per farne gladiatori o prostitute, o che li mutilava per mandarli poi a elemosinare. Se possibile, una sorte peggiore la subivano quei bimbi che venivano usati per qualche rito magico. Non se la passavano meglio i bambini nati in Asia: in Cina le figlie femmine erano considerate (e lo sono ancora nelle regioni rurali) una disgrazia per la famiglia, mentre in India venivano uccise alla nascita le bambine alle quali non si poteva assicurare una dote. Un’usanza che, ancora fino a pochi anni fa, in alcune aree molto povere, causava la morte di circa il 50% delle neonate. Come dire che la lotta contro l’infanticidio, in particolare quello femminile, può essere vinta solo sconfiggendo miseria e ignoranza.



IL BANCHETTO DEL DEMONIO Avete accettato di essere al suo servizio. Vi ha proposto ori, denaro, fama, successo, potere, salute per voi e le vostre famiglie. Vi ha detto che vi ama e che nessuno potrà mai amarvi come lui. Avete scelto da che parte stare. Lo avete venerato, amato e fatto divenire il vostro dio. Lo avete pregato nelle vostre sette segrete in cui siete convinti di avere accesso alla verità di questo mondo e che gli altri siano inferiori perché non godono di tali privilegi. Avete ottenuto ciò che avete sempre desiderato e vi siete circondati della vostra cerchia di anime comprate, come voi. Avete fatto qualsiasi cosa pur di continuare a ricevere in cambio la vostra vita piegando la testa e servendo il vostro dio. Non avete avuto pietà di nessuno perché vi è stato detto che voi siete i prescelti e che gli altri devono sottostare al vostro potere grazie alla vostra obbedienza a chi dice di amarvi. Avete mentito alla povera gente, avete avuto accesso alle cure migliori ed avete protetto i vostri amici della cerchia dei prediletti a discapito della vita degli altri. Avete ucciso senza alcuna pietà e vi siete saziati dei dolori altrui come fosse il sangue migliore in sacrificio per il vostro demonio. Continuate ad ingannare e a creare sofferenza in coloro che si fidano di voi apparendo come splendidi ed onesti consiglieri della pace e della salute, della giustizia e della verità. Vi siete ingozzati di crimini ed avete bevuto celebrando le vostre offerte sacrificali nei vostri riti occulti a favore di chi vi ha chiesto la vostra fedeltà eterna. Vi hanno fatto nascere per la prima volta togliendovi il cappuccio nero di testa mentre vi dicevano che da quel momento in poi siete i fratelli della vostra congregazione. Vi hanno riempito le tasche di banconote per potervi comprare tutto ciò che avete desiderato e vi hanno fatto rivestire cariche importanti all'interno di luoghi conosciuti e vi hanno fatto diventare personaggi di spicco che ricevono onoranze da parte dell'ignara comunità. Nella vostra totale id imperterrita fedeltà, convinti che il vostro dio continuerà ad amarvi in eterno, non sapete quale sia la verità più grande perché il vostro dio non ve l'ha mai detta. La verità è che il vostro dio, nel suo rituale migliore dei secoli, si saziera' di coloro che non hanno più un'anima e che si sono macchiati del sangue di tutti quelli che hanno ingannato. Perché non trova alcuna forza nel cibarsi di amore, non trova potere nel mangiare pace, non trova soddisfazione nell'ingoiare il bene. Trova solo forza nell'odio ed indifferenza che ha creato, gioisce solo nel poter vedere nei vostri occhi tutto ciò che rispecchia la sua ombra e quando vi mangerà non vedrà l'ora di passare al vostro fratello prediletto della vostra cerchia criminale. Prima di questo, c'è solo una cosa che potrà rendere il suo banchetto meno appetibile: il vostro pentimento!


 
 
 

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