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LA REALE SITUAZIONE DELLE MALATTIE VACCINABILI IN ITALIA




Premessa



La verità sul vaccino del VAIOLO


L ’isolamento, la quarantena dei malati, e le migliorate condizione igieniche e non il vaccino,

hanno permesso di eradicare il vaiolo, contro il quale il vaccino di Jenner si è rivelato

assolutamente insufficiente ad arginare la sua diffusione. Anzi l’ha agevolata, insieme a

moltissime altre patologie. Non a caso, in tutto il mondo, le grandi epidemie di vaiolo si sono

verificate a seguito delle vaccinazioni di massa. Questo perché Jenner ha commesso un errore

che vige tutt’ora: non ha verificato che il vaccino funzionasse davvero contro il virus selvaggio.

In pratica NON ha effettuato esperimenti a doppio cieco utilizzando il virus selvaggio, bensì solo

il virus ottenuto da variolizzazione, il virus vaccino dunque. Se avesse utilizzato il virus

selvaggio si sarebbe accorto che il suo vaccino aveva una durata limitatissima nel tempo,

posticipando l’eventuale infezione ma non eradicando affatto la malattia. Inoltre, inoculando un

patogeno vivo, il vaiolo non faceva altro che ammalare persone precedentemente sane. Ancora


oggi, per verificare che un vaccino è efficace

NON SI ESEGUE ALCUN ESPERIMENTO A

DOPPIO CIECO UTILIZZANDO VIRUS/PATOGENO SELVAGGIO!


La diffusione delle grandi epidemie di malattie infettive in Europa e Nord America era dovuta

alla rivoluzione industriale. La stessa che poi, sulla distanza ha permesso l’innalzamento delle

condizioni di vita al punto di azzerare poi la mortalità delle stesse malattie che un secolo prima

aveva contribuito in larga parte a diffondere. La rivoluzione industriale ha spopolato le

campagne. Migliaia e migliaia di famiglie si sono ammassate nelle periferie delle grandi città, a

ridosso delle fabbriche, vivendo in condizioni igieniche allucinanti: niente finestre, niente fogne,

niente servizi igienici, sanitari, niente acqua pulita, denutrizione, turni di lavoro massacranti,

anche minorile, liquami umani e industriali scaricati negli stessi fiumi dove si prelevava l’acqua

domestica, animali morti e rifiuti di ogni genere per le strade, sepoltura dei defunti dopo giorni e

giorni e tenuti in casa perché non si avevano i soldi delle esequie, una sola latrina comune per

interi isolati, convivenza con topi, scarafaggi… Questa era la realtà di vita di chi viveva nelle

periferie! Normale che in simili condizioni le malattie infettive prosperassero e che i decessi

fossero all’ordine del giorno. Per ogni famiglia perdere almeno uno o due figli piccoli era la

norma. Si moriva anche di scarlattina, per esempio (cioè si moriva CON la scarlattina. In realtà si

moriva di denutrizione e scarsa igiene, come per quasi tutte le malattie infettive, che sono

opportunistiche per chi ha un sistema immunitario compromesso gravemente), ma come mai la

scarlattina è scomparsa e non miete più vittime da decenni senza alcun vaccino esistente? Forse

perché le condizioni di vita e l’igiene c’entrano qualcosa per la diffusione e la mortalità da

malattie infettive? Chi risponde?


Quanto a Jenner, le scuole di medicina, FINANZIATE da BigPharma, hanno distorto la verità!

Sui libri attuali, nei libri di immunologia vi è solo scritto che i vaccini sono stata una benedizione

per l’umanità, compreso il vaccino del vaiolo. Se vi prendete la briga di aprire un testo

universitario di medicina, tra una pubblicità di un farmaco e l’altra, troverete sui vaccini solo

pochi trafiletti. La bontà, la sicurezza dei vaccini, vi è scritto, è una realtà della storia sanitaria

mondiale. Inutile dilungarsi troppo. E’ ridicolo metterlo in discussione. Ma come stanno

realmente le cose? Io dico: facciamo quello che nessun medico oggigiorno, o anche un semplice

studente di medicina, fa, e cioè andiamo a leggere gli scritti del XIX° dei medici che avevano a

che fare quotidianamente con il vaccino di Jenner!

Ecco cosa scriveva il New York


UNA PROTEZIONE CONTRO IL VAIOLO? DI UN MEDICO CHE DICHIARA LA “LA

VACCINAZIONE: E’ UN’ALTRA PROTESTA VACCINAZIONE UNA MALEDIZIONE

PER L’UMANITA’. MALATTIE TERRIBILI RICONDOTTE AL VELENO DEL

VACCINO! IL SISTEMA JENNER: “UNA SUPERSTIZIONE E UN CRIMINE””


Ecco cosa aveva dichiarato in merito al vaccino di Jenner, il Dr. Philippe Ricord nel 1863,

all’Accademia Parigina, e ripreso più tardi dal NYT. “All’inizio rifiutai l’idea che la sifilide

potesse essere trasmessa dal vaccino. Ma i fatti si sono accumulati sempre più e ora devo

considerare la possibilità che la sifilide si trasmetta per mezzo del vaccino. Lo faccio con

molta riluttanza. Al momento presente non esito più nel riconoscere e proclamare la realtà

di un simile fatto!”


Ma non solo sifilide, anche dermatiti, afta, lo stesso vaiolo e scarlattina erano

conseguenze comuni post vaccinazione… senza contare che la febbre spagnola che imperverserà

nel periodo meno igienico del ‘900, la Grande Guerra, colpiva prevalentemente i soldati

vaccinati contro il vaiolo e la febbre tifoide. (Anche la “spagnola” si è estinta da sola, senza

alcun vaccino, non appena finita la seconda guerra mondiale e riacquisite migliori condizioni

igieniche, sanitarie e alimentari.)

Fonte:


Ma, allora come oggi, i danni e i decessi da vaccino venivano negati. Non dimentichiamo che lo

stesso Jenner rifiutava tutte le critiche che i suoi colleghi gli muovevano riguardo agli effetti

nefasti del suo vaccino, e questo perché la corona inglese lo aveva finanziato con una cifra

enorme per l’epoca, cioè 10.000 sterline, e di certo, Jenner non voleva rischiare di perdere i

finanziamenti (passano i secoli, ma nulla cambia…).

Nel 1872 era scoppiata la peggiore epidemia di sempre di vaiolo, epidemia che colpì prima di

tutto i vaccinati, soprattutto nelle aree a maggiore copertura vaccinale, in seguito alla legge del

1867 che obbligava i genitori a vaccinare i figli entro il terzo mese di nascita, a minaccia di gravi

sanzioni! Nonostante la copertura infantile superiore al 96%, scoppiò una epidemia terribile che

in città colpì 3.000 persone, uccidendone circa il 10%. A seguito di questa epidemia, che ne

seguiva molte altre, tutte scoppiate dopo le grandi campagne vaccinali antivaiolose obbligate dal

governo inglese, il morale del popolo crollò, minando la fiducia cieca che avevano riposto nel

vaccino e nella classe medica fino a quel momento. La popolazione insorse nel 1885, a Leicester,

in Inghilterra, chiedendo, invece di vaccini inutili e dannosi, migliori condizioni di vita, igieniche

e sanitarie! Tra coloro che rifiutarono di vaccinare i figli e di esporli al rischio di morire per il

vaccino, vi erano operai come aristocratici e medio borghesi. La protesta finì con numerosi

arresti, migliaia di multati, con sequestro dei beni per pagare la multa per non aver vaccinato i

figli… la follia delle attuali campagne vaccinali ha tristi precedenti…



“ Le leggi sull’obbligatorietà del vaccino, che trasformano in criminali genitori amorevoli e

coscienziosi, facendoli soggiacere a multe, perdita dei beni e carcerazione, che diffondono

malattie e infliggono la morte, e per mezzo delle quali 5.000 dei nostri concittadini vengono

ora

la legislazione e processati, rappresentano una disgrazia per dovrebbero essere abolite

seduta stante!”

una diminuzione “Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a

straordinaria delle vaccinazioni ma, ciò nonostante, la città ha goduto di un’immunità

quasi totale dal vaiolo!” Tuonava il quotidiano Times nel 1885! (Perché nessuno studia la storia

vaccinale come va studiata?)

“ Tutte le recenti epidemie di vaiolo sono apparse tra popolazioni in cui le leggi che
obbligano al vaccino siano state portate avanti con rigore e sistematicità- Il 96% dei nuovi
nati a Londra sono protetti dal vaccino. Potrei azzardarmi a chiedere se i medici che hanno
difeso e promosso un sistema di procedure mediche che ottanta anni di esperienza hanno
dimostrato essere un fallimento disastroso e umiliante, non dovrebbero sentirsi obbligati
dal proprio onore a ritirare pubblicamente i passi intrapresi e a confessare che la
vaccinazione, come altre prescrizioni di inoculazione un tempo popolari, il salasso e la
mercurizzazione, sia un errore grave e nocivo?”

Scrive il Dott. S.M.F. Frazer nel 1884. Fonte:


Fonti:


"Nel 1855, il Massachusetts assunse la posizione più estrema mai presa precedentemente da

nessuno degli Stati USA, ed emanò una legge che obbligava i genitori a vaccinare tutti i bambini

contro il vaiolo, prima del compimento del secondo anno di età, proibendo l'ammissione alla

scuola pubblica di qualsiasi bambino che non fosse stato vaccinato nel modo dovuto."

(Susan Wade Peabody, Historical Study of Legislation Regarding Public Health in the State of

new York and Massachusetts, "The Journal of infectious diseases", suppl. n. 4, Febbraio 1909,

pp. 50-51).

Tuttavia, come i più colti sanno, le leggi sulla vaccinazione obbligatoria non fermarono affatto il

vaiolo, per il semplice fatto che il vaccino di Jenner non solo era inutile e non funzionava, ma

rendendo i vaccinati infetti non faceva altro che aumentare la diffusione della malattia. Dopo gli

obblighi vaccinali, infatti, scoppiarono le epidemie di vaiolo del 1859-60, del 1864-65 e 1867, e

la peggiore di tutte, quella del 1871-72. Scrive a riguardo il dottor Alexander Wilder:


" Mai, tuttavia, la fede nel vaccino ricevette un colpo tanto duro come nella grande

epidemia di vaiolo del 1871-72. Ogni paese in Europa fu invaso da una forma tanto grave di

malattia come mai si era vista durante i tre secoli precedenti. In Inghilterra, il numero di

decessi per malattia aumentò dai 2.620 del 1870 ai 23.126 del 1981 e i 19.064 del 1872..()...

In Germania la calamità fu ancora più seria. In Baviera, per esempio, con una popolazione

vaccinata più alta che in qualunque altro paese del Nord Europa, ad eccezione della Svezia,

che visse la più grande epidemia mai vista prima. Cosa ancora più significativa, molte

persone vaccinate quasi ovunque furono contagiate dal vaiolo prima che qualsiasi persona

non vaccinata si ammalasse.".


(Dr. Alexander Wilder, The Fallacy of Vaccination, "The Metaphysical Magazine", Vol. III, n. 2,

Maggio 1898, p. 88)

Libro scaricabile qui:


“ Malgrado che la Prussia fosse il paese più vaccinato di tutta l’Europa, la sua mortalità per

l’epidemia di vaiolo del 1871 fu la più alta (59.839) di quella di qualunque altro stato del nord.”

Fonte:

Encyclopedia Britannica, 1888

Consiglio a tutti di leggere il libro “Malattie, Vaccini e la storia dimenticata (Dissolvere le

illusioni) della dott.ssa Suzanne Humphries. Un libro illuminate che demolisce, con fonti

mediche e storiche alla mano, il fallimento globale delle campagne vaccinali nel mondo.

Ma anche in tempi più recenti, la comunità medica ha dovuto fare i conti con il vaccino del

vaiolo.


Ecco cosa scrive, nel suo articolo pubblicato nel 1970, l’equipe del Dr. J.M. Lane sul Journal of

American Medical Association (quando BigPharma ancora non finanziava l’associazione e simili

verità cliniche si potevano ancora scrivere…):

“I dati qui presentati, così come i risultati di altri studi, indicano che i rischi

dell’antivaiolosa, così come viene praticata negli Stati Uniti, sono considerevoli….(..)…

Alcuni pazienti muoiono per gli effetti residui dovuti ai danni al sistema nervoso centrale

causati dalle encefaliti post vacciniche.

Furono 68 morti negli Stati Uniti a causa di complicanze della vaccinazione contro il vaiolo nei

nove anni dal 1959 al 1966 e nel 1968; 19 erano associati al vaccinia necrosi, 36 erano causati da

encefalite post-vaccinale, 12 dall'eczema vaccinatum e 1 dalla sindrome di Stevens-Johnson. Dei

68 morti, 24 erano neonati, sebbene solo il 12% di tutte le vaccinazioni primarie fosse

somministrato a questa fascia d'età. Tutte le morti per eczema vaccinatum sono avvenute in

bambini che non sono stati vaccinati da soli, ma sono stati vaccinati insieme a un fratello, un

compagno di giochi o un genitore. Ciò suggerisce che la riduzione del numero di decessi per

eczema vaccinatum non può essere stabilita sottoponendo a screening i soli vaccinati. Ridurre il

numero di vaccinazioni primarie eseguite ridurrebbe i rischi di contrarre l'eczema

vaccinatum e l'encefalite post-vaccinale.”

Fonte:



viene vaccinato, arrivando alla conclusione che la vaccinazione è un trauma considerevole,

soprattutto nel caso di vaccini a patogeno vivo. Questo nella seconda metà del novecento,

quando le condizioni di vita erano anni luce migliori che un secolo prima!

Fonte:

In definitiva, il vaiolo non miete più vittime da circa un secolo, e questo indipendentemente dalle

campagne vaccinali. Anzi, man man che la percentuale di vaccinazione crollava, e

contemporaneamente miglioravano le condizioni di vita, unitamente all’applicazione della

quarantena degli infetti, i casi di contagio e di morte crollavano pari passo. Un’altra vittoria

igienicosanitaria, senza che i vaccini abbiano alcun merito.

DIFTERITE

“ Generalmente la malattia ha un decorso benigno, ma in alcuni casi possono insorgere

complicanze gravi a livello cardiaco: aritmie, con rischio di arresto cardiaco, miocardite,

insufficienza cardiaca progressiva.”

Fonte:

“ In Italia, i casi più recenti di difterite causati da C. diphtheriae produttori di tossina risalgono

agli anni’90 con due episodi di difterite respiratoria, uno nel 1993 dovuto a C. diphtheriae

biotipo gravis in una donna peruviana di 38 anni il cui stato vaccinale non era noto, e l’altro, nel

1995, dovuto a C. diphtheriae biotipo mitis isolato da essudato faringeo in una bambina italiana

di tre anni non vaccinata (6). Nel periodo 2000-2014, i casi di difterite, confermati

microbiologicamente presso l’ISS, sono stati due, entrambi segnalati nel Nord Italia e causati da

C. ulcerans. Il primo è stato segnalato nel 2002 in un paziente di 14 anni, vaccinato, che

presentava pseudomembrane nel faringe. Il secondo caso è stato diagnosticato a febbraio 2014 in

una paziente di 70 anni non vaccinata che presentava pseudomembrane a livello rinofaringeo;

inoltre, la coltura del tampone nasale ottenuto dal cane della paziente ha evidenziato la presenza

di C. ulcerans. I risultati della genotipizzazione eseguita sui due ceppi confermano la

trasmissione del ceppo di C. ulcerans dal cane alla paziente.”

Fonte:

Notiziario Iss volume 28 - numero 3 di marzo 2015

“La difterite: è ancora una malattia da sorvegliare?”, con il punto sui dati italiani sino al 2014.

Tutto qui? In trent’anni? 4 casi su decine e decine di milioni di individui, peraltro uno avvenuto

pure a un soggetto vaccinato?

Se la malattia è praticamente scomparsa, perché vacciniamo bimbi di due mesi che non hanno

alcuna possibilità di contrarre questa malattia?


POLIOMIELITE

“ EUROPA FINALMENTE LIBERA DALLA POLIO

L’ultimo caso europeo di poliomielite selvaggia è riportato nella Turchia sudorientale, dove

Melik Minas, un bambino di quasi 3 anni non vaccinato fu colpito da una paralisi il 26 novembre

1998.

Fonte:

Facendo finta che sia stata estinta dal vaccino, sono due decenni che la polio è scomparsa. Allora

perché continuiamo a vaccinare bimbi di due mesi per una malattia che da decenni in Europa (tre

decenni in Italia, con l’ultimo caso di un padre infettato e paralizzato per aver toccato le feci del

figlio vaccinato) non prende più nessuno? Per paura che torni? In base a quali prove scientifiche

ritornerebbe? Quanti bambini non vaccinati contraggono questa malattia? Che peraltro esiste

ancora in Italia: ora si chiama con altri nomi, mielite trasversa, sindrome di Guillain-Barré,

paralisi flaccida acuta infantile (tutti effetti avversi alle vaccinazioni, come riportato nei foglietti

informativi…). Considerato che nel mondo la maggior parte del virus circolante è di derivazione

vaccinale... non sarebbe meglio risparmiare a bimbi di due mesi lo choc immunitario e le gravi

conseguenze agli elementi tossici del vaccino (coniugato con altri 5/6), fintanto che non si

presentino focolai epidemici? Focolai epidemici che nessuno può dimostrare avverranno mai?

Una cosa universalmente conosciuta, e della quale è vietato dubitare, è che il vaccino della polio

abbia eradicato la polio nei paesi ad alta igiene. Ovviamente nessuno oserebbe mettere in dubbio

questa“verità”. O no? Ma cosa è la poliomielite? Sostanzialmente un’infiammazione del sistema

nervoso centrale che nelle forme più gravi può condurre alla paralisi o alla morte.


Contrariamente a quanto si crede (e viene fatto credere alle masse), la sua incidenza era di gran

lunga inferiore a tutte le altre malattie infettive, nei Paesi industrializzati. Innanzitutto occorre

precisare che la sua diagnosi avveniva, fino all’introduzione del vaccino, a metà degli anni 50 del

secolo scorso, solo basandosi sui sintomi e non su verifiche di laboratorio. Quando, con

l’introduzione del vaccino, i medici furono obbligati a confermare clinicamente la malattia e a

isolare, caso per caso, il poliovirus eventualmente responsabile, si scoprì che l’80% dei casi

erano altre malattie debilitanti con sintomi simili e quindi non poliomielite. Già questo fatto fu

responsabile del crollo dei casi di polio. Ovviamente il merito, in barba a qualsiasi valore

scientifico, fu dato al vaccino… Peraltro, contemporaneamente, tutte le altre malattie infettive,

ben più diffuse per incidenza, erano già regredite fin quasi a scomparire senza alcun vaccino. Ma

allora vista la così bassa incidenza, perché viene da tutti ricordata come un simile mostro?

I più diranno perché rendeva disabili le persone, i bambini. Ok. Peccato che la maggior parte di

quei casi non erano dovuti al poliovirus (che è sempre esistito nell’intestino umano senza creare

grossi problemi), ma ad altre malattie tutt’ora esistenti: mielite trasversa, sindrome di Guillain-

Barré, paralisi flaccida acuta… che “casualmente” sono tutti eventi avversi citati in tutti i

foglietti informativi dei vaccini basati su virus vivi attenuati. Come per lo stesso vaccino OPV,

che infatti ha causato l’87% dei casi di “polio” dal 1955 ad oggi nel mondo (uno dei motivi per

cui è stato prontamente sostituito nei paesi industrializzati dal vaccino IPV, basato su virus

inattivato). Quindi in sostanza, la “polio”, o meglio quell’insieme di malattie che così venivano

chiamate, esiste tutt’oggi. Solo che si chiama con il suo vero nome. E moltissimi casi sono

proprio dovuti ai vaccini.


  • Prima del vaccino erano classificati come polio per esempio:

  • la sifilide congenita non diagnosticata

  • la mielite trasversa

  • la Sindrome di Guillain-Barré

  • la paralisi degli arti post iniezione

  • la malattia mani-piedi-bocca

  • l’avvelenamento da piombo

  • l’avvelanamento da arsenico

  • l’avvelenamento da DDT (su questo parleremo poco più avanti) Coxsackie virus

  • Echo virus.

Bastava anche una paralisi transitoria e subito veniva indicata, senza nessuna prova clinica, come

“polio”.

Scrive al riguardo il Dr. G.C. Brown, sul JAMA, il giornale dell’associazione medica americana,

nel 1958:

“ Prima del 1954 un gran numero di questi casi venivano etichettati erroneamente come

poliomieliti paralitiche. Così, con una semplice modifica dei criteri diagnostici, il numero dei

casi di polio paralitica era destinato a diminuire nel 1955-57, sia che il vaccino venisse usato

oppure no.” Per diagnosticare la malattia bastava quindi una prima visita e poi una seconda entro

24 ore, che verificasse i sintomi della polio, secondo i dettami dell’OMS dell’epoca. Non serviva

niente altro. Una diagnosi del genere, però, permetteva ai pazienti di usufruire di cure gratuite.

“ Nel 1958, durante un’epidemia di poliomielite in Michigan studi virologici e sierologici

vennero effettuati con campioni prelevati da1.060 pazienti…()… In un gran numero di pazienti,

paralitici e non paralitici, il poliovirus non era la causa. Studi sulla frequenza mostrarono che

non esistevano evidenti differenze cliniche fra le infezioni da Coxsackie Virus, Echo Virus e

poliovirus. Coxsackie e d Echo erano responsabili di più casi di “poliomielite non paralitica” e

di “meningite asettica” rispetto al poliovirus.”

Fonte:


“ Evoluzione del poliovirus di tipo 1 Sabin nell'uomo: caratterizzazione di ceppi isolati da

pazienti con poliomielite paralitica associata a vaccino. Fonte:



Come dicevamo, il poliovirus convive con l’uomo da millenni, sempre presente nell’intestino e

sempre circolante tra individui, tanto più la scarsa igiene, l’assenza di fognature adeguate ecc…

ne hanno reso agevole la circolazione. Ma allora perché nella prima metà del ‘900 sarebbe

dovuto essere così problematico un virus intestinale che fino a quel momento non aveva mai

causato grossi problemi all’umanità? Infatti fu una malattia come tante altre, di gran lunga

inferiore per incidenza, soprattutto una volta effettuate diagnosi corrette.

La poliomielite iniziò a diffondersi verso la fine del 1800, solo nei paesi che usavano il vaccino

anti-vaiolo; esplose poi nel resto del mondo in coincidenza con le campagne di vaccinazione

"preventiva" contro il vaiolo. Questa è un'osservazione molto interessante, vista anche alla luce

degli effetti devastanti che ebbe sulla salute pubblica il vaccino di Jenner. È stato osservato che

questa patologia ha iniziato a manifestarsi sempre più spesso in coincidenza con la vaccinazione

contro il vaiolo, quindi molti ricercatori associano anche questa vaccinazione come causa

dell'inizio del fenomeno della poliomielite. E probabilmente hanno ragione.

Da notare che, oggigiorno, praticamente quasi tutto il poliovirus circolante nei Paesi a bassa

igiene è vaccino derivato, visto che ancora si usa il vaccino OPV. Chi lo dice? Solo l’OMS e il

nostro stesso Ministero della Salute… della serie “i vaccini non diffondono malattie! Non dire

sciocchezze… sei medico tu?”…





Come accennato più sopra, uno dei maggiori responsabili di casi di “polio” negli anni’30 e’40

del ‘900 era il DDT, il famoso insetticida, il cui sintomi da avvelenamento, in assenza di

verifiche cliniche, venivano diagnosticati come “polio”. Ovviamente, i produttori e i medici lo

consideravano innocuo, tanto che veniva spruzzato ovunque e in quantità enormi, addirittura

sulla frutta da dare da mangiare ai bambini!

E, sempre ovviamente, venne messo al bando quando si stabilì che, per l’ennesima volta, medici

e industriali si erano sbagliati…


“ Casualmente”, man mano che il DDT veniva messo al bando, i casi di“polio” crollavano, ma

visto che l’eliminazione del DDT coincideva con il periodo di somministrazione di massa del

vaccino antipolio, il merito, ancora una volta venne dato al miracoloso vaccino...



E ’ bene qui rammentare che il vaccino OPV prodotto dalla Merck, tra il 1955 e il 1963 era

contaminato con il virus cancerogeno delle scimmie SV40 (questo perché è stato il primo a usare

virus coltivati su cellule di reni scimmia), e venne iniettato a 400 milioni di persone nel mondo.

Soprattutto bambini. E’ un fatto tristemente noto, ma se qualcuno non ci credesse, ecco il

documento originale del CDC Usa che lo attesta.



Come si diceva, la maggior parte dei casi di poliomielite prima dell’introduzione del vaccino,

non era dovuto al poliovirus, tanto che vi erano medici che la curavano con successo solo con

massicce dosi di vitamina C, e dopo l’introduzione del vaccino, quasi tutti i casi erano dovuti

proprio a questo. “Quindi negli ultimi anni, negli Stati Uniti, tutti i casi di polio indigena (non

importata dall'estero) sono stati direttamente causati dal vaccino OPV. Ma poiché, come si può

dedurre dai dati di cui sopra, esiste una perfetta coincidenza tra i dati totali sulla polio (8,22

all'anno in media) e quelli causati dal vaccino, si può certamente affermare che quasi tutti i casi

di polio negli Stati Uniti dal 1980 sono stati causati dal vaccino.

Si può pertanto concludere che:

A) negli Stati Uniti, il declino dei casi di poliomielite non era sostanzialmente dovuto al vaccino

B) per quanto riguarda i pochi casi di poliomielite che si sono verificati, questi sono stati quasi

interamente causati dal vaccino stesso.”

Fonte:

html


“ Ecco l’estratto della sua comunicazione alla conferenza nazionale, successivamente pubblicato

nel Journal of American Medical Association (September 3, 1949; (141):1:1-8):

“ Dr. F.R. Klenner, Reidsville, North Carolina: puo’ risultare interessante sapere come e’ stata

trattata la polio a Reidsville durante l’epidemia del 1948. Nei 7 anni precedenti le infezioni virali

sono state trattate e CURATE con dosi massicce e frequenti di VITAMINA C iniettate endovena.

Se la vitamina C, in dosi tra i 6000 e i 20000 milligrammi ogni 24 ore, viene fornita agli

ammalati di polio, nessuno rimarra’ paralizzato e le epidemie verranno debellate.”

Le basi CLINICHE EMPIRICHE delle parole di Klenner alla conferenza nazionale si trovano nel

suo articolo“Il trattamento della poliomielite e di altre malattie virali con la vitamina C,

pubblicato nel luglio 1949 sul Journal of Southern Medicine and Surgery.”

Ovviamente a nessuna casa farmaceutica o fondazione interessa sviluppare una cura che costa

pochi centesimi. I vaccini rendono decide di miliardi di dollari. Il gioco non vale la candela…


Fonti:


L ’unica caso in cui è stato effettuato un esperimento a doppio cieco randomizzato infettando i

bambini vaccinati, per comparare l’efficacia del vaccino IPV:

“Dopo l'eradicazione della poliomielite, l'accesso ai poliovirus vivi sarà fortemente limitato e

l'uso del vaccino per poliovirus orale (OPV) sarà probabilmente interrotto. I paesi che utilizzano

OPV devono decidere se passare al vaccino contro il poliovirus inattivato (IPV) o interrompere

la vaccinazione contro la polio. Poiché i dati sull'immunogenicità dell'IPV nei paesi in via di

sviluppo tropicali sono limitati, abbiamo condotto uno studio randomizzato e controllato sull'IPV

a Cuba.”

In pratica cosa è stato fatto? Semplice: abbiamo tre gruppi di bambini A, B e C. Al gruppo A e C

è stato prima somministrato il vaccino IPV, basato su virus morto, e al gruppo B no. Poi a tutti e

tre è stato dato il vaccino OPV, basato su virus vivo, in modo da infettarli. Poi si è andato a

misurare il grado di “colonizzazione” del poliovirus in tutti e tre i gruppi. Ecco il risultato:



Orbene, lo studio era volto a dimostrare che il vaccino IPV serve a qualcosa, ma, a parte il fatto

che non credo che né voi che state leggendo, né nessun medico italiano abbia mai letto questo

studio, il dato allarmante è questo: i bambini con meno “colonizzazione” di poliovirus, cioè

meno infetti, sono quelli che non hanno ricevuto il vaccino IPV, cioè il gruppo B. Infatti

leggiamo insieme: gruppo A 94%, gruppo C 97%, gruppo B 91%. In pratica c’è stata meno

concentrazione di poliovirus nei bimbi non vaccinati con l’IPV… Ognuno tragga le proprie

considerazioni.


Fonte:



Ecco cosa succede quando medici onesti e coscienziosi, si rendono conto delle balle che diffonde

l’OMS sulla polio nel mondo (praticamente tutta di derivazione vaccinale), e scrive una lettera

all’OMS per avere contezza. “Allarme polio: i conti non tornano. Cinquanta medici scrivono

all’Oms di Eugenio Serravalle


CATEGORIE: Vaccinazioni , Denuncia sanitaria


"Abbiamo analizzato gli scarsi dati disponibili, abbiamo preso atto degli allarmi scattati

dopo i recenti dieci casi di poliomielite in Siria, abbiamo verificato numeri e coperture

vaccinali e ci siamo resi conto che i conti non tornano. Per questo abbiamo deciso di

scrivere all'Organizzazione Mondiale della Sanità chiedendo chiarimenti ma soprattutto

informazioni, perché altrimenti si rischia di andare avanti dando tutto per scontato senza

prendere atto della realtà".

“ In Africa, in medio Oriente e in Asia si continua ad utilizzare massicciamente il vaccino

OPV e proprio in queste aree si concentra la gran parte dei casi di polio vaccinica; eppure

tali casi non si manifestano di area in area con numeri simili negli anni e non c'è analoga

incidenza nemmeno in paesi con coperture vaccinali simili. Come spiegate questo dato?

Altra anomalia: in Sud America si continua ad utilizzare il vaccino OPV (27) e con basse

coperture ma i casi di polio vaccinica si sono verificati in numeri molto ridotti nel 2000 e

nel 2001, prima e dopo non se ne sono registrati.


Risulta evidente quanto sia più che mai urgente affrontare il problema dell'eliminazione del

vaccino Sabin sostituendolo con il vaccino a virus ucciso. Restiamo in attesa di un vostro

riscontro confidando nella possibilità di ricevere i dati richiesti”


Fonte:


MORBILLO


Lasciamo parlare i medici veri e onesti, che dite?


“ LA NARRATIVA SUI VACCINI CONTRO IL MORBILLO STA CROLLANDO.” Cinque

punti chiave - tutti falsi - stanno guidando la campagna di paura correlata al morbillo con

coercizione al vaccino:


1. Se il morbillo ritorna, migliaia di bambini moriranno ogni anno negli Stati Uniti

2. Il regime vaccinale MMR a due dosi fornirà protezione per tutta la vita alla maggior parte

delle persone.

3. Gli adulti precedentemente vaccinati con una protezione calante degli anticorpi possono

ricevere una protezione efficace e duratura dai richiami MMR.

4. Dobbiamo raggiungere e mantenere un tasso di vaccinazione del 95% per l'immunità di

gregge.


5. I vaccini MMR e MMR + varicella (MMRV) proteggeranno da tutti i ceppi del morbillo.

Quelle che seguono sono le mie confutazioni a ciascuna di queste menzogne.

Falsità n. 1: Se il morbillo ritorna, migliaia di bambini moriranno ogni anno negli Stati

Uniti

L'iper esagerazione della minaccia del morbillo - e la paura che questa genera nella popolazione -

sono su quello che l'industria del vaccino e i funzionari della sanità pubblica contano per favorire

la conformità pubblica

e le azioni legislative per rimuovere la libertà di scelta. Tuttavia, è tempo di mettere fine a questa

irragionevole paura del morbillo. I reali rischi del morbillo nell'America moderna impallidiscono

rispetto ai danni da vaccino e morbillo nell'America moderna impallidiscono rispetto ai danni da

vaccino e 564). Il vaccino contro il morbillo è stato responsabile di gravi danni, invalidità

permanenti e decessi.


Anche se l'industria dei vaccini ama prendersi il merito per la diminuzione delle morti per

morbillo, le statistiche del governo degli Stati Uniti raccontano una storia molto diversa. Quando

il primo vaccino contro il morbillo, inefficace e problematico, fu introdotto nel 1963 (con un

secondo vaccino introdotto poi nel 1968), il tasso di decessi attribuito al morbillo era già

diminuito di oltre il 98%, tra il 1900 e il 1962, e continuava la sua traiettoria discendente.

Alcune statistiche del governo affermano addirittura che il tasso di mortalità per morbillo era

diminuito del 99,4% prima dell'introduzione del vaccino.


Indipendentemente dal grafico che si utilizza, si tratta di un calo di quasi il 100%. Inoltre, non vi

è motivo di credere che il tasso di mortalità avrebbe smesso di scendere se non fosse arrivato il

vaccino. Pertanto, asserire che il vaccino contro il morbillo avesse qualcosa a che fare con il

declino della mortalità del morbillo è disonesto ed è un pessimo tentativo di riscrivere la storia.



Prima dell'introduzione del vaccino, il tasso di mortalità riportato dal governo per il morbillo era

di circa 1 su 10.000 casi. Tuttavia, in un altro tentativo di esagerare i fatti, i funzionari spesso

riportano il tasso come 1 su 1.000 casi.


Ciò che deve essere compreso è che il 90% di tutti i casi di morbillo non è mai stato segnalato

perché i genitori non hanno sempre portato i loro figli dal medico. Nella maggior parte dei casi il

morbillo era mite, durava solo pochi giorni, e a quel punto i bambini tornavano a scuola e la vita

andava avanti.


Nessun grosso problema. Negli anni '50 e '60, le persone vedevano il morbillo come una

condizione scomoda ma innocua, che praticamente tutti hanno avuto e sono guariti ottenendo una

protezione permanente.


Solo circa il 10% dei casi complessivi delle persone colpite era abbastanza grave per cercare

assistenza medica, e tra il sottogruppo di casi che hanno richiesto assistenza medica e sono stati

segnalati, il tasso di mortalità è stato di circa 1 su 1.000. Tralasciando la parola cruciale

"riportato", le agenzie di stampa presentano in modo inesatto il tasso di mortalità come 1 su

1.000 casi anziché su un molto più preciso 1 su 10.000 casi.




C'è un altro fatto cruciale da considerare. Gli studi dimostrano che le vittime di morbillo erano

10 volte più alte nelle comunità a basso reddito e in me di morbillo erano 10 volte più alte nelle

comunità a basso reddito e in 488).

La maggiore incidenza di vittime nelle comunità povere ha drasticamente distorto il tasso di

mortalità complessivo. Il tasso di mortalità nelle aree a medio e alto reddito potrebbe essere stato

di circa 1 su 100.000 casi.

Il grafico sulla mortalità del morbillo conferma che era più intenso tra la fine del XIX e l'inizio

del XX secolo negli Stati Uniti, e questo era anche il caso dell'Europa occidentale.



In effetti, nel 1800 e nei primi del 1900, le grandi città erano predisposte per la diffusione di

malattie infettive a causa di malnutrizione, sovraffollamento, igiene personale inadeguata, cattive

condizioni sanitarie, mancanza di vitamine e alimenti con vitamine aggiunte, e accesso limitato a

cure mediche adeguate. Inoltre, i cavalli erano il principale mezzo di trasporto e lasciavano le

strade strette piene di letame. Mosche e ratti erano ovunque. Tutti questi fattori hanno indebolito

il sistema immunitario delle persone.



Nell'attuale era, il morbillo rimane mortale in alcuni paesi rispetto ad altri.

Questo perché le condizioni nelle parti povere del mondo oggi sono simili alle condizioni urbane

del mondo industrializzato tra la metà della fine del 1800 e l'inizio del 1900. È ancora un luogo

comune per i paesi e le comunità più povere essere afflitti da molti degli stessi problemi che una

volta le grandi città americane hanno avuto. Come già notato, queste condizioni creano un

ambiente maturo per le malattie infettive che indeboliscono il sistema.



immunitario delle persone al punto da non riuscire a combattere neanche le infezioni più lievi.

Tuttavia, queste descrizioni e immagini non rappresentano certamente il tenore di vita che

prevale negli Stati Uniti, in Europa occidentale e in altre società avanzate oggi! Questo è il

motivo per cui la paura, l'isteria e le bugie sul ritorno del morbillo e la decimazione dei nostri

figli sono così disoneste.

Mentre i produttori di vaccini, insaziabili e orientati al profitto, spingono l'isteria del morbillo, i

media – legati all'industria farmaceutica per le entrate pubblicitarie - sono i loro portavoce.

Nessuno di questi vuole che le persone sappiano che esistono soluzioni diverse dai vaccini.

Tuttavia sappiamo che la vitamina A è un'arma potente nell'arsenale per ridurre i tassi di

complicazioni del morbillo.In effetti, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) promuove

l'integrazione di vitamina A nei paesi in via di sviluppo in cui il morbillo è epidemico e le sue

campagne sulla vitamina A sono state annunciate come grandi successi (vedere pagine 470-471,

481-483 e 687).

Oltre alla vitamina A, gli americani di oggi hanno accesso a

composti antivirali naturali a base di erbe che possono ridurre il rischi di complicazioni e ridurre

la durata della malattia. Le persone con compromissione immunitaria hanno anche accesso alle

terapie con immunoglobuline, che sono estremamente efficaci nel rafforzare la resistenza del

corpo alle infezioni e ridurre le complicazioni del morbillo.

Per capire la dinamica del perché il morbillo era così micidiale da 70 a 100 anni fa, cosa lo rende

mortale nelle parti povere del mondo oggi e perché i tassi di mortalità sono diminuiti sia del

morbillo che di altre malattie infettive quasi del 100% senza vaccini, leggi la sezione intitolata "

La verità sul declino delle malattie infettive” nel mio ebook gratuito, 1200 Studi . (Link in fondo

all'articolo.)

Falsità n. 2: il regime vaccinale MMR a due dosi fornirà protezione per tutta la vita nella

maggior parte delle persone

Sul suo sito Web , il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) indica quanto

segue:

"Le persone che ricevono la vaccinazione MMR secondo il programma di vaccinazione degli

Stati Uniti sono generalmente considerate protette a vita contro il morbillo e la rosolia. Mentre

MMR fornisce una protezione efficace contro la parotite per la maggior parte delle persone,

l'immunità contro la parotite può diminuire nel tempo e alcune persone potrebbero non essere

più protette contro la parotite in età avanzata. Entrambe le prove sierologiche ed

epidemiologiche indicano che l'immunità al morbillo indotta da vaccino sembra essere di lunga

durata e probabilmente per tutta la vita nella maggior parte delle persone. "

Questa informazione è obsoleta ed è stato dimostrato che è completamente sbagliata! Potrebbe

essere stata in qualche modo accurata quando c'erano ancora un gran numero di persone anziane

nella popolazione che avevano avuto il morbillo selvaggio da bambini– avendo dato loro

un'immunità duratura - e quando alcuni bambini continuavano ad avere il morbillo selvaggio,

fornendo così agli adulti "potenziatori" naturali, ma questa dinamica cambia nel tempo man

mano che vengono vaccinate sempre più persone


“ Nel tempo, i livelli di anticorpi indotti dal vaccino diminuiscono durante l'invecchiamento

della popolazione, rendendo le persone vulnerabili alle infezioni.


Negli ultimi anni, abbiamo appreso che i livelli di anticorpi prodotti dal vaccino contro il

morbillo calano rapidamente, diminuendo di circa il 10% all'anno, con un'efficacia che dura non

più di 10 anni dopo la seconda dose di vaccino.


Un articolo del 2018 pubblicato sulla rivista Vaccine (intitolato "Modelli di anticorpi del

morbillo, parotite e rosolia, persistenza e tasso di declino dopo la seconda dose di vaccino

MMR") conferma questo fatto, e uno studio del 2017 pubblicato sul Journal of Infectious

Diseases (intitolato "Anticorpi neutralizzanti il virus del morbillo nelle immunoglobuline

endovenose:


è possibile un aumento mediante rivaccinazione dei donatori di plasma?") spiega come ulteriori

dosi di vaccino non forniscono una protezione duratura. Questi due fattori - il declino

dell’efficacia del vaccino e l'incapacità di riattivare efficacemente la protezione con ulteriori

richiami – lasciano completamente senza protezione la popolazione adulta precedentemente

vaccinata.


In sostanza, i programmi di vaccinazione contro il morbillo possono inizialmente funzionare (gli

scienziati lo chiamano il "periodo della luna di miele"), ma solo quando ci sono molti bambini

che hanno già avuto il morbillo selvaggio come base, sviluppando immunità per tutta la vita e

rimanendo sicuri e immuni da adulti. Questa immunità naturale può tenere sotto controllo le

infezioni da morbillo per diversi anni. Poiché i bambini vaccinati invecchiano e i tassi di

vaccinazione per i bambini più piccoli rimangono elevati, non ci sono più (come nell'era prevaccino)

bambini piccoli che hanno avuto il morbillo selvaggio nella popolazione per fornire

stimolatori naturali agli adulti. Nel tempo, i livelli di anticorpi indotti dal vaccino diminuiscono

durante l'invecchiamento della popolazione, rendendo le persone vulnerabili alle infezioni.

Purtroppo, la luna di miele è finita


Il vaccino contro il morbillo ha distrutto l'immunità naturale di gregge di cui godevamo - e la

pseudo "immunità di gregge" altamente propagandata dai proponenti del vaccino si rivela essere

un errore completo, cadendo a pezzi a causa dell'incapacità del vaccino di fornire una immunità

permanente per tutta la vita. Questo spiega perché una percentuale così alta di

persone che contraggono il morbillo negli ultimi focolai sono adulti vaccinati. Ad esempio,

durante la famigerata epidemia Disneyland 2015 e i successivi casi di morbillo negli Stati Uniti

di quell'anno, erano disponibili sequenze di virus di laboratorio per 194 casi. Di questi, 73 (38%)

sono stati identificati come sequenze di vaccini MMR .


Mentre ai funzionari piace incolpare i non vaccinati per i focolai di morbillo, queste e altre

statistiche mostrano che sono invece i vaccinati ad essere suscettibili.Inoltre, l'età dei casi in

California variava da sei settimane a 70 anni, con un'età media di 22 anni . Nell'era pre-vaccino,

la metà di tutti i bambini aveva avuto il morbillo all'età di sei anni, mentre il resto lo ha avuto

negli anni di poco successivi – In questa situazione il morbillo è più lieve e ha il più basso tasso

di complicazioni. Il fatto che molti dei casi in California abbiano più o meno 20 anni indica una

significativa tendenza all'aumento dell'incidenza del morbillo in età avanzata a causa

dell'insufficienza del vaccino.


Vi è un'altra conseguenza non intenzionale derivante dai bassi titoli anticorpali di morbillo negli

adulti precedentemente vaccinati:


le donne in età fertile non hanno abbastanza anticorpi per trasmettere quantità sufficienti ai loro

neonati. Ciò rende i loro bambini più suscettibili di contrarre il morbillo. Dei

110 casi in California dall'epidemia di Disneyland, 12 (11%) erano neonati troppo piccoli per

essere vaccinati .


Molto probabilmente questi bambini sarebbero stati protetti se le loro madri avessero contratto il

morbillo selvaggio da bambine.

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