Loggia massonica ‘Ungheria’, Mattarella sapeva del plico segreto
- Libera Informazione

- 1 mag 2021
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Lo scandalo che ancora una volta ha travolto il Csm, dopo tutta la vicenda legata a Luca Palamara, adesso si è ulteriormente ingigantito dopo i recenti fatti. Ieri le Procure di Milano e Perugia, guidate Francesco Greco e Raffaele Cantone, – si legge sul Fatto Quotidiano – hanno comunicato di aver “congiuntamente trasmesso gli atti ” sulla fuga di notizie “alla Procura di Roma con riferimento al luogo di consumazione del reato di rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio”.
Verbali inviati al consigliere del Csm Nino Di Matteo
I verbali secretati sono stati inviati per posta anche al consigliere del Csm Nino Di Matteo che, a sua volta, ne ha denunciato l’esistenza alla Procura di Perugia e ha dichiarato al Csm di temere che la loro circolazione sia legata a un “tentativo di condizionamento”. La Guardia di Finanza, su delega della procura di Roma, nei giorni scorsi ha perquisito Marcella Contrafatto, la funzionaria che fino all’ottobre del 2020 ha lavorato al Csm con Piercamillo Davigo.
Proprio Davigo – prosegue il Fatto – avrebbe avvertito il Quirinale della vicenda, nell’autunno del 2020. Ad informare il presidente Sergio Mattarella sarebbe stato il magistrato, ma non si sa in che modo li abbia ricevuti. Il Fatto è però in grado di rivelare che della loro esistenza, circolazione e delicatezza del loro contenuto, Davigo mise al corrente il Mattarella.
I verbali riguardano gli interrogatori resi da Piero Amara, ex legale esterno dell ’Eni, coinvolto in più indagini che ha già patteggiato una condanna per corruzione in atti giudiziari. Amara ha parlato dell ’esistenza di una loggia massonica, denominata “Ungheria”, di cui farebbero parte magistrati e vertici di istituzioni.
Verbali secretati. E spunta una presunta loggia massonica
La vicenda deflagra sui principali quotidiani oggi in edicola e vale la pena di ricapitolarla per cercare di fare chiarezza in un quadro sempre più intricato. Si parla di verbali d'interrogatorio coperti da segreto istruttorio consegnati ad un ex consigliere del Consiglio superiore della magistratura, con dentro una serie di rivelazioni sulla attività di una presunta loggia massonica. E' questo l'oggetto della vicenda che viene riferita oggi da diversi quotidiani dopo che ieri in serata con una nota congiunta le procure di Milano e Perugia hanno dato notizia di aver trasmesso gli atti alla procura di Roma "con riferimento al luogo di consumazione del reato di rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio". -
La loggia massonica "Ungheria"



Amara, in particolare, ha parlato dell'esistenza di una loggia massonica 'Ungheria'. Alcuni mezzi di stampa ieri hanno spiegato che Amara coinvolgeva l'ex premier Giuseppe Conte e l'ex deputato e già vicepresidente del Csm Michele Vietti. Sempre secondo quanto riferito dai giornali i verbali di Amara sono stati inviati per posta anche al consigliere del Csm Nino Di Matteo che, a sua volta, ne ha denunciato l'esistenza alla Procura di Perugia e ha dichiarato al Consiglio superiore della magistratura di temere che la loro circolazione era legata a un "tentativo di condizionamento". - See more at:
Davigo: "Su verbali di Amara inusuale ritardo indagini"
"Ritengo inusuale quello che era accaduto a monte, cioé che un sostituto procuratore della Repubblica lamentasse che non gli consentivano di iscrivere una notizia di reato". Così Piercamillo Davigo, ex componente del Consiglio Superiore della Magistratura, ai microfoni del Tg2 parla dei verbali che un anno fa gli ha consegnato Paolo Storari, magistrato della Procura di Milano. Si tratta di verbali ancora segreti con le deposizioni dell'avvocato siciliano Piero Amara. "Non posso parlare del contenuto di quei verbali - aggiunge -, posso solo dire che per fare le indagini bisogna iscrivere una notizia di reato, che siano vere o che siano false le cose dette, e non è pensabile di ritardarle ingiustificatamente". Quindi Storari, "per tutelarsi - spiega Davigo - ha ritenuto di informare una persona che conosceva, un componente del Csm, io a mia volta ho informato chi di dovere su cosa stava accadendo".
"C'è stato un ritardo a mio giudizio non conforme alle disposizioni normative nell'iscrizione della notizia di reato, e un ritardo conseguente nell'avvio delle indagini - sottolinea l'ex componente del Csm -. Non è questione di lotte interne, è questione che c'è un soggetto che fa delle dichiarazioni di estrema gravità, che siano vere o false, o che siano in parte vere e in parte false, è necessario fare le indagini per saperlo".
Di seguito riportato il video del TG LA7 Delle ore 8:00 PM del 30/04/2021




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