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«Vi sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata, e la storia segreta»


Nella Premessa alla nuova edizione del libro «Il ritorno del principe. La criminalità dei potenti in Italia» ci sono alcune parole scritte dal magistrato Roberto Scarpinato che ritengo siano proprio appropriate al periodo storico che stiamo vivendo. Ecco le sue parole:

«Vi sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata, e la storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa. Honoré de Balzac. La frase di Balzac sopra riportata mi è tornata spesso in mente nel corso della mia lunga carriera di magistrato quando occupandomi di inchieste su delitti politici, stragi, complicità tra uomini ai vertici dello Stato e mafiosi, riciclaggio internazionale, corruzione, ho preso coscienza che dietro tanti crimini si celava quello che Giovanni Falcone definiva ‘il gioco grande del potere’. In effetti la storia ufficiale narrata nei libri scolastici è solo quella che si è svolta sulla scena pubblica. Ma esiste un’altra parte della storia che invece si svolge nel fuori scena e che, sebbene sia talora determinante per il corso degli avvenimenti, è destinata a restare ignota perché su di essa è impresso il sigillo del silenzio imposto dal potere. Un potere che per cancellare le tracce dei suoi crimini interviene, tramite i suoi emissari, distruggendo documenti, intimidendo testimoni, depistando le indagini, e mettendo fuori gioco i pochi ostinati che non si rendono complici della congiura del silenzio e della rimozione» (Saverio Lodato – Roberto Scarpinato, Il ritorno del principe. La criminalità dei potenti in Italia, Chiarelettere, Milano, Prima edizione tascabile, Giugno 2017).

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